sabato 21 giugno 2008

Una «zia» non si deve far lavare i glutei

















Una «zia» non si deve far lavare i glutei
La Cassazione ha accolto il ricorso di un Pm di Lecce su una donna salentina di 63 anni che «senza malizia» sotto la doccia si era fatta lavare il fondoschiena dal «nipote». «E' violenza sessuale»
ROMA - La Cassazione ha revocato la concessione dell’indulto a una signora di 63 anni, Amelia P., colpevole di violenza sessuale per essersi fatta insaponare i glutei, mentre faceva la doccia, da un bambino di 10 anni che i genitori le affidavano come se fosse una specie di 'zia'. Per effetto della decisione di piazza Cavour è stata ripristinata nei confronti della donna la condanna ad un anno e 10 mesi di reclusione.
Gli Ermellini, accogliendo il ricorso del Pm alla Corte d’appello di Lecce nel gennaio 2007, hanno rilevato che l’indulto del 2006 è escluso per questo tipo di reati. Senza successo Amelia ha sostenuto che il gesto fatto compiere al ragazzino non era “malizioso”. Ma la Cassazione le ha risposto che «per la parte anatomica sulla quale l’azione del piccolo si è svolta, non può esservi dubbio alcuno che l’invito abbia avuto un movente ed una finalità erotica».

«Si è trattato – dicono gli Ermellini con la sentenza 25214 - di un gesto di sicura valenza sessuale in quanto diretto all’appagamento di un istinto sessuale avvalendosi della collaborazione di un bambino precocemente coinvolta in una esperienza erotica idonea a incidere negativamente sul regolare sviluppo della sua sfera sessuale». Con questo verdetto piazza Cavour ha annullato la sentenza con la quale la Corte di appello di Lecce, il 25 gennaio 2007, aveva concesso l’indulto a 'zia' Amelia.


venerdì 20 giugno 2008

VoyagePuglia.com, un sito giovane gestito da giovani, per avere maggiori informazioni sulle destinazioni migliori della Splendida Puglia.


E' ancora giovane come sito, ma i webmaster ci hanno promesso di voler creare un sito che dia a tutti la possibilità, gratuitamente di ricevere informazioni, e anche prenotare, vacanze, soggiorni, o visite guidate in Puglia.


VoyagePuglia.com ci ha comunicato anche che chiunque conosca, gestisca o voglia fare pubblicità ad una propria struttuta può mettersi in contatto con loro, pubblicheranno gratuitamente una recensione.


A breve verrà attivato anche un forum , dove tutti gli utenti saranno in grado di registrarsi e di interagire con la redazione.


Alla prox


mercoledì 18 giugno 2008

Bestlive-tv.com, La rivoluzione della Tv sul web

Oggi voglio recensire il sito :::Bestlive-tv.com:::. Questo rappresenta la nuova frontiera della tv, in quanto raccoglie numerosi canali da tutto il mondo che trasmettono in streaming.


Il sito è specializzato nella trasmissione di partite della Serie A italiana.


Diviso in canali italiani, esteri e webcam, è diventato un punto di riferimento nel panorama di internet per quanto riguarda la televisione in streaming.


:::Bestlive-tv.com::: è aggiornato costantemente con nuovi canali.


Creato con una grafica minimale, bada più alla funzionalità che alla bellezza.


E' Presente una funzione che consente di guardare i migliori video trasmessi su youtube semplicemnte cliccando sul link "Guarda i Top 100 Video".


Offre la possibilità agli utenti di suggerire streaming cliccando su "Suggest Stream".


Semplicemente la rivoluzione del web 2.0


E' raggiungibile all'indirizzo http://www.bestlive-tv.com.




domenica 15 giugno 2008

Il linux Sul Pen Drive

Damn Small Linux


Damn Small LinuxUna delle distribuzioni GNU/Linux per dispositivi USB più leggere è di certo Damn Small Linux, con i suoi soli 50 MByte di peso. Inizialmente nata per essere utilizzata come LiveCD, ben presto è diventata largamente diffusa su pen drive. Nonostante sia "dannatamente piccola", come ribadito anche dallo stesso nome, mette a disposizione tante applicazioni per svolgere le attività più comuni: i browser Mozilla Firefox e Dillo, un client di posta elettronica, strumenti per la gestione delle reti e delle connessioni, calcolatrice, un client FTP, editor di testo, applicativi per l'ufficio, riproduttori multimediali sia audio che video e tanto altro ancora. Insomma, in questi pochi MegaByte è presente ogni sorta di strumento per soddisfare le esigenze di tutti, ed è disponibile un'apposita pagina con l'elenco di tutti i pacchetti che vi sono contenuti. Derivata da Knoppix, a sua volta creata sulle basi di una pietra miliare del panorama Linux come Debian, utilizza come ambiente desktop il leggerissimo Fluxbox, garantendo ottime prestazioni anche su macchine un pò più datate: i requisiti minimi, infatti, sono davvero esigui, in quanto è necessario un processore con architettura x86 e soli 16 MegaByte di RAM. Lo sviluppo di DSL continua da diverso tempo, e la comunità che vi ruota attorno è diventata discretamente ampia: sono disponibili un Wiki, nel quale è possibile trovare diverse guide e informazioni, ed un forum ufficiale, nel quale è possibile chiedere supporto e confrontare le proprie opinioni con altri utenti.


Puppy Linux


Puppy LinuxAltra distribuzione GNU/Linux veramente piccola è Puppy Linux: occupando meno di 60 MByte, riesce ad essere installata anche sulle pen drive più piccole. Anche qui, le caratteristiche necessarie per poterla avviare sono piuttosto banali, con 32MB di RAM ed un processore con architettura 586 o superiore. Nemmeno in questo in caso, le dimensioni devono spaventare: infatti, è possibile utilizzare Puppy Linux per tanti scopi diversi, senza avvertire la mancanza di un determinato programma. A differenza delle altre distribuzioni, Puppy è stata scritta da zero, senza essere basata su alcun'altra. Le applicazioni presenti vanno dai comuni programmi per l'ufficio a quelli necessari per una semplice navigazione in internet, passando per comodi strumenti per la gestione del sistema operativo e per lo svago. I server grafici con i quali viene distribuita sono ben due: a scelta, si può utilizzare X.Org o XVesa, a seconda delle capacità del proprio computer. Anche i gestori dei pacchetti sono due, PupGet e DotPup. Tramite Puppy Unleashed è possibile, inoltre, creare delle versioni personalizzate di questo sistema operativo, a seconda delle proprie esigenze.



Feather Linux


Feather LinuxCreata anch'essa sulle basi di Knoppix, Feather Linux risulta leggermente più grande delle due precedenti distribuzioni, ma questo non vuol dire che i 128 MByte di cui consta siano un eccesso. Basata sull'ambiente desktop Fluxbox, contiene una quantità di applicazioni abbondantemente vasta da soddisfare tutte le esigenze: AbiWord per la gestione dei documenti di testo, Pidgin per la messaggistica istantanea, Mozilla Firefox per la navigazione nel web e Thunderbird per la lettura della posta, sono solo alcuni dei tanti programmi disponibili. Nata con l'intento di fornire un sistema operativo minimale, gode di ottimi tempi di avvio e di una leggerezza tale da poter essere utilizzata anche con computer datati, senza perderne le caratteristiche. Oltre ai programmi presenti, è possibile aggiungerne altri come ad esempio OpenOffice.Org, The GIMP, o diversi plugin per il browser Firefox. A differenza delle altre distribuzioni, però, non riesce ad avere la stessa semplicità d'uso, e a volte risulta complicato svolgere azioni un po' meno frequenti.


Mutagenix


MutagenixMutagenix è una distribuzione GNU/Linux che nasce come LiveCD, ma può essere anche installata su pen drive USB. Rispetto alle distribuzioni prese in rassegna precedentemente, risulta essere leggermente più pesante, arrivando anche a quasi 600 MByte di spazio occupato. E'disponibile con due ambienti desktop differenti, KDE e GNOME, ed è basata su una distribuzione solida come Slackware. Il gestore dei pacchetti utilizzato è slapt-get, una sorta di APT per Slackware e derivate. Mutagenix è dotata di un ottimo rilevamento dell'hardware, e contiene una quantità di applicazioni veramente notevole ed aggiornata, con tutti gli strumenti più utilizzati nel panorama Linux. Permette con poche configurazioni la navigazione nella rete Internet, e può essere utilizzata come sistema per ripristinare i propri dischi fissi, dove può anche essere installata. Presenta un antivirus per la scansione delle partizioni Windows, chiamato Clamav, e supporta la maggior parte dei file system disponibili. Avere sempre a disposizione una distribuzione GNU/Linux che ci accompagna ovunque andiamo senza ingombrare più di tanto è una comodità utile a tantissime persone: per lavoro, per divertimento o per altro, avere accesso ad un sistema operativo che non sia Windows può diventare a volte più che un'esigenza. Queste distribuzioni, quindi, possono rivelarsi strumenti molto utili, grazie alle loro potenzialità e alle dimensioni ridotte all'osso.





venerdì 13 giugno 2008

Peer to Peer : Privacy violata multe da 300€ a click

Peer to peer, privacy violata Roma Un click del mouse da 330 euro.
Il peer to peer, la condivisione dei file musicali nelle piattaforme come eMule, finisce sotto accusa e un avvocato di Bolzano fa tremare il web.
La casa discografica tedesca Peppermint Jam Records GmbH ha voluto dare una lezioncina ai cybernauti che hanno scaricato i brani di cui detiene i diritti d’autore e il suo legale Otto Mahlknecht ha spedito lettere a raffica chiedendo un piccolo risarcimento danni per risolvere bonariamente la controversia senza adire alle vie legali.
Ma in tribunale la Peppermint ci è finita più di una volta: la società svizzera Logistep, infatti, ha intercettato gli utenti che hanno condiviso i file ma le società telefoniche avrebbero dovuto comunicare gli indirizzi Ip dei loro clienti.
L’ennesima udienza ieri mattina, questa volta con la Wind.
Il Garante della Privacy si è costituito parte civile, come caldeggiato dal consumerismo.
L’Adiconsum, agguerrita, si è costituita in giudizio per sollevare l’illegittimità costituzionale della legge sul diritto d’autore (articolo 156-bis).
L’associazione è convinta che si tratti di «una gravissima violazione del diritto alla privacy dei consumatori», garantito dalla Costituzione.
«Venerdì scorso la Wind e Peppermint avevano depositato un atto di rinuncia - spiega l’avvocato Cristiano Iurilli del Centro Giuridico di Adiconsum - perché la compagnia telefonica aveva volontariamente adempiuto alle richieste della casa discografica.
Ma noi abbiamo sollevato la questione di incostituzionalità e abbiamo contestato l’accordo».
L’associazione ha chiesto, poi, al giudice di non proseguire la causa anche qualora avesse intenzione di accogliere l’atto presentato.
Dal canto suo, il Garante ha posto una pregiudiziale comunitaria e ha chiesto al Tribunale di rivolgersi alla Corte di Giustizia.
Il prossimo 18 luglio ci sarà una nuova udienza, e questa volta in aula ci sarà Tiscali.
Quella di ieri non è una causa vera e propria, ma «un giudizio di merito richiesto da Wind su una sentenza che è stata già emessa dal Tribunale e la incaricava di fornire i dati relativi agli indirizzi Ip incriminati - riferisce Mauro Vergari, responsabile settore media digitali e Ict di Adiconsum -.
Il giudice dovrà prendere atto di tutte le richieste che sono state presentate e valutare se la sentenza precedente sia da ottemperare oppure no.
Ci sono in corso altre cause, sempre al Tribunale civile di Roma, dove la Peppermint e la Techland (perché adesso le aziende cominciano ad essere di più) chiedono gli indirizzi Ip ai Provider.
Il Codice della Privacy fa delle eccezioni - precisa Vergari - per reati penali, ma si parla solo di inchieste fatte da polizia e magistratura.
Il problema qui, che non è né di peer to peer né di tecnologie, è che un privato può fare intercettazioni e chiedere ad una compagnia telefonica i relativi indirizzi».
Eppure il legale di Bolzano ha tutta l’aria di saperne “una più del diavolo” e aver valutato ogni dettaglio.
«La direttiva comunitaria può essere interpretata in vario modo e anche l’articolo 156-bis, che ha recepito la direttiva Ipred1, lo permetterebbe.
Non c’è un bilanciamento fra il diritto dell’azienda lesa e il diritto costituzionale del cittadino e, in questo caso, ci troviamo di fronte ad una legge che annulla il diritto dell’utente.
Non stiamo difendendo il peer to peer, quello è un passo successivo: qui è in gioco la libertà costituzionale del cittadino.
Se Logistep avesse scoperto la cosa, l’avesse riferita al suo cliente Peppermint che, a sua volta, la notificava alla Procura di Roma e, quest’ultima, si attivava per far fare un’inchiesta alla polizia postale o alla finanza per verificare quei dati, sarebbe stata tutta un’altra storia.
In questo modo creiamo dei precedenti che, fra l’altro, ci sono già e basta vedere il sito della Logistep dove ci sono altre 15 società pronte a carpire i dati».


giovedì 12 giugno 2008

!!!Esclusivo!!! Video delle iene CENSURATO

Aumentiamo le visite ai nostri siti tramite oKnotizie

Ho escogitato un sistema per aumentare il pagerank dei nostri siti utilizzando il sito oKnotizie.it.

ATTENZIONE NON SI VIOLA NESSUN REGOLAMENTO

Cosa serve:

Due indirizzi mail attivi e validi a persona
Due account su ok notizie
Blog, o siti, o forum, quello che vi pare.
Due BROWSER (IE7 + Firefox o IE7 + Safari o Firefox + Safari) non è importante
Ovviamente se volete guadagnare qualche cosa, i soliti annunci.
Cosa metto a disposizione:

Io metto a disposizione la newsletter, eventualmente anche i sotto domini ed eventualmente anche gli indirizzi email.

Come si fa:

Ogni giorno ognuno di noi mette un post su ciascun sito, si decide un'orario per la pubblicazione tramite un forum che possiamo creare o un blog che possiamo creare.

In quell'orario tutti noi ci impegnamo a votare con i due account diversi le notizie di tutti gli altri.

Proviamo per due settimane vediamo che risultati otteniamo e decidiamo se continuare o meno

Per adesioni scrivere a info@bestlive-tv.com

Nuova limitazione di oKnotizie

Si, nuova, per me... mentre provavo ad aggiungere l'ennesima notizia su oKnotizie, ricevo questo messaggio.

"Hai superato il limite di 3 notizie nelle 24 ore dallo stesso sito [...] il tuo account verrà sospeso".

La prima cosa che mi è venuta in mente?

"Ma che due maroni... di nuovo, ho fatto tanto per guadagnare 1,55 di karma e vogliono di nuovo farmi perdere quello che ho creato?"

Eh si. Allora sapete cosa mi è venuto in mente?

Inserirò lo stesso post in tutti i miei blog, ogni 3 aprirò un nuovo blog, e posterò su oknotizie il nuovo blog che ovviamente conterrà i link a tutti gli altri.

Farò una rete enorme.

E vediamo che succede

Quando si dice White Seo


E' stato rilasciato un piccolo software che permette di inserire il proprio sito in circa 300 directory nel giro di pochi minuti.

La cosa bella è che è assolutamente freeware, quello che si paga è l'aggiornamento delle URL delle directory.

Addirittura in alcuni casi riconosce automaticamente i sistemi antispam chapta.

Il suo nome è Fast Directory Submitter.

Il successo è assicurato.

Home page: http://www.fastdirectorysubmitter.com/

Guadagnare col parcheggio dei domini

Con questo articolo vorrei presentarvi un modo per guadagnare qualche spicciolo attraverso il sistema del parcheggio dei domini.

Supponiamo che voi abbiate un dominio inutilizzato, perchè non avete voglia di completare il sito, o perchè non avete più tempo.

In circa 3 mesi ho sperimentato 2 tra le più grandi società che offrono guadagni mediante il parcheggio dei domini.

I risultati sono stati soddisfacenti. Ora vi presento due delle maggiori società.

sedo LogoPermette il parcheggio gratuito di infiniti domini, e tra le opzioni è prevista la possibilità di vendere i domini, vendere siti, fare offerte. Da qualche giorno è necessario essere utenti verificati, Puoi verificarti O con la carta di credito o con un sms sul tuo cellulare, ricevi un codice che immetterai in un campo adhoc.

Payout minimo 20€

Per ulteriori informazioni clicca qui o sul logo



Come il precendte, permette il parcheggio gratuto, il brockeraggio dei domini, e paga con Paypal. Anche per questo sito il payout minimo è 20€, ha un ottimo programma referall. A differenza del precedente Namedrive è completamente in italiano, e ha dei valori a mio parere più alti del precedente.

Per ulteriori informazioni clicca qui o sul logo

Fonte: http://www.area-guadagni.info

mercoledì 11 giugno 2008

Fa causa alla società che gli ha venduto il pc per il suo divorzio

San Antonio (Texas): Fa scandalo la storia di Michel Red, un 46enne texano che ha appena divorziato dalla moglie a suo dire "per colpa della società che gli aveva venduto il computer".

Aveva il vizietto di scattare foto sexy alla persona con cui tradiva la moglie, per poi rivedersele sul pc di famiglia.

Rory, la moglie ha chiesto il divorzio perchè ha beccato le foto di questa persona, tra i documenti recenti del personal computer, "all'inizio non potevo crederci, ma poi me ne sono dovuta fare una ragione" continua "non posso credere che abbia vinto la causa contro la società".

In effetti il Giudice federale del Texas ha accordato a Michel un risarcimento di 1.000.000.000 (un miliardo di) $ perchè ha ritenuto che la società non aveva provveduto a sistemare un bug che gli era stato segnalato dall'utente, che non gli ha permesso di cancellare i documenti recenti nonostante lui avesse dato il comando giusto.

Alla moglie spetteranno 500.000$

EVVIVA L'AMERICA

I Clan invadono il virtuale

http://sdg.phpbbsite.com/oknotizie-ecco-come-la-camorra-invade-il-virtuale-tutto-qu-t738.html

Ho letto questo post, e la cosa è "fantastica" per chi perde tempo con l'ottimizzazione dei SEO per il suo blog, chi scrive notizie dalla mattina alla sera, a chi fa il blogger per professione.

Solo gli italiani sono capaci di utilizzare queste strategie, c'è chi non ci dorme la notte.

E' come per Italia-Olanda, abbiamo azzoppato 3-0 e di chi è la colpa? Dell'arbitro, o di Donadoni, NON DI MATERAZZI CHE FORSE LA SERA PRIMA SI ERA FATTO TROPPE SEGHE...


E che ci vuole... Apriamoci un clan, troviamo 100 persone, facciamo una 10ina di post e diventiamo ricchi... alla faccia di google, bidvertiser ecc ecc.


Per affiliazioni lasciate commenti qui sotto, o inviatemi un messaggio privato

"Gioca con Me" Vasco Rossi

400.000€ di risarcimento per un post su un blog


Il 18 marzo 2008 Sergio Sarnari scrive un post in cui racconta la propria vicenda.
In sostanza compra i mobili per la nuova casa da un’azienda che si dimostra tutt’altro che seria. Sbaglia mobili e consegne.
Nel suo post riporta tutti i dettagli.
Nei numerosi commenti al post, sono parecchi quelli che confermano la sua versione in quanto hanno avuto a che fare anche loro con la stessa azienda.. Ieri Sergio riceve un commento (l’ultimo in fondo) da parte del mobilificio che sostiene di averlo querelato, oltre ad aver presentato… un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni per un importo non inferiore a 400.000 Euro e ad aver già ottenuto la data dell’udienza fissata!
In questa fase delicata per Sergio non aggiungo commenti sulla serietà di un’azienda che ancor prima della notifica scrive al querelato attraverso i commenti del suo blog. Tuttavia se Sergio ha scritto la verità (non ne dubito, ma è una premessa funzionale), allora la questione credo non appartenga più solo a Sergio, ma in primis a tutta la blogosfera e in secundis a tutti i cittadini digitali, ovvero chiunque usi la rete oltre a guardare l’email e navigare nei siti dei quotidiani cartacei. Ritengo che si debba supportare Sergio in modo molto più proattivo di un semplice sostegno morale.
Credo che ci si debba mettere a sua disposizione per offrigli il nostro aiuto così come faremmo se il problema fosse nostro. Ogni giorno scriviamo opinioni e le opinioni, per definizione possono non piacere all’oggetto della critica.
Che come nel caso di Sergio, potrebbe provare a definirle diffamatorie.Per questo dovremmo dedicare le prime pagine dei nostri blog a questa vicenda. Permettetemi di dire che altrimenti, io per primo, useremmo per le nostre solite “inutili chiacchiere” quotidiane. Qui non rischia solo Sergio, ma la libertà di espressione di tutti noi.Sino a ieri per ricevere una denuncia del genere dovevi essere un editore, oggi chiunque è in sostanza un micro editore dei propri contenuti, ed è facilmente attaccabile a differenza degli editori tradizionali che sono strutturati e con le spalle mediamente ben coperte.
A un singolo individuo, anche se è dalla parte della ragione, le denunce fanno molta paura. Specie in un sistema giudiziario in cui le cause durano anni e bisogna quindi dedicare molto tempo e denaro per poter dimostrare le proprie ragioni. Vorrei che usassimo la Rete per fa siche certi atteggiamenti facciano paura anche a chi li perpreta, in quanto i motori di ricerca non perdonano.
Se ti sei comportato male, anche a distanza di anni, chi cerca il tuo nome sul web, trova la verità diffusa, quella che non si può far chiudere con una querela. Sergio, se il tuo avvocato ritiene che abbia senso, sappi che io sono disponibile a riportare per intero il post sotto accusa, così da iniziare l’operazione “denuncia anche me!” e dimostrare che le opinioni in Rete non possono essere fermate con una querela e un ricorso d’urgenza a un singolo individuo che ha voluto denunciare un sopruso.